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Una gita al Castello Grumello

Storia e curiosità di un posto da scoprire




Nel comune di Montagna in Valtellina, sul versante retico della valle, si possono scorgere i ruderi di Castel Grumello. Sorto nei primi decenni del XIII secolo su un’altura rocciosa, ad opera della famiglia De Piro, originaria di Como, si presenta come un raro esempio di castello gemino. Costituito da una costruzione a uso militare a est e da una parte residenziale a ovest, era originariamente circondato da mura di cui oggi rimangono solo pochi tratti, e completato dalla chiesetta di Sant’Antonio Abate (ora San Rocco), di cui purtroppo sopravvive ora solo l’abside.

Il castello fu eretto in posizione strategica, a controllo delle vie del fondovalle e la sua vista spazia dalla Torre di Teglio fino a Fusine, in corrispondenza visiva con le torri e le fortificazioni circostanti. Difficilmente raggiungibile dai nemici al tempo della sua costruzione, fu però espugnato nel 1526 dai Grigioni che si impadronirono di tutta la Valtellina.
  • Photo credit: Roberto Ganassa - Clickalps


La fortezza merita senz’altro una visita: divenuto proprietà FAI ormai da diversi anni, l’ente ne ha curato il restauro al fine di preservare quanto ancora visibile della struttura. In loco sono stati ritrovati alcuni reperti utili a datare e a ricostruire la vita medievale che si svolgeva al suo interno.
Durante gli scavi sono emerse inoltre testimonianze preistoriche - una roccia incisa con delle coppelle - e, pertinente alla funzionalità del castello stesso, una cisterna per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane. Nella parte residenziale, inoltre, è stata ricostruita una sala con camino basandosi sui resti dell’assito originale e nella quale, probabilmente, veniva amministrata la giustizia.
Nota interessante per gli amanti dei passaggi segreti: esisteva un corridoio sotterraneo, visibile attraverso un buco in superficie fino agli anni ’90 del Novecento, che collegava le due parti del castello e forse rappresentava una via di fuga sicura in caso di assedio, visto che le leggende locali narrano di cunicoli ramificati che partivano proprio dal colle del Grumello. Il sotterraneo, chiuso però dopo i restauri per motivi di sicurezza, ha lasciato traccia ora solo nella memoria delle vecchie generazioni.
  • Photo credit: Roberto Ganassa - Clickalps


I recenti restauri non solo hanno consolidato le strutture castellane, ma hanno anche interessato l’aerea tra le due costruzioni, rendendo fruibile lo spazio con panchine, pannelli didascalici e ponendo una grande cura per l’area verde che fa da cornice alla bellezza del luogo.
Vigneti tutt’attorno, una vista spettacolare sulla testata delle Orobie e un punto ristoro nei dintorni, dove è possibile fare una sosta dopo la passeggiata, completano la bellezza e la fruibilità di questo luogo davvero suggestivo.
Adatto alle esigenze di tutti, il castello si presta anche gli amanti della fotografia che potranno osservare scorci suggestivi fruibili in maniera ottimale, per esigenze di luci, dopo mezzogiorno, dove archi, merli e ruderi potranno essere immortalati per conservarne il ricordo.
Piccola nota: sabato 23 e domenica 24 marzo 2024 si terranno le giornate FAI in cui sarà possibile visitare parti del castello normalmente chiuse al pubblico, come la sala del camino.
  • Vista del castello attraverso l'arco

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